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Prov. SR 

Regione Sicilia

 GAZZETTA UFF.REG. SICILIA

             

  QUOTIDIANI


                                                                                                                                

Allarme sociale  “malasanità o meglio malapolitica” NELLE CORSIE OSPEDALIERE

LINEE DI INDIRIZZO REGIONALI DOTAZIONI ORGANICHE

 No alla carenza istituzionalizzata del personale INFERMIERISTICO.

Le regole del gioco: forse è il caso di raccontarla in termini calcistici.

Qualche anno fa le squadre di calcio giocavano una volta a settimana e nel caso in cui avevano un impegno infrasettimanale si spostava la partita per far riposare quell’esiguo numero di calciatori circa 14. Successivamente “la macchina dei soldi” ideò un campionato europeo, il numero delle partite giocate per singola squadra triplicò nell’arco dell’anno. Conseguenzialmente  l’essere umano calciatore sottoposto ad un impegno muscolare triplicato si infortunava con più frequenza e quindi fu necessario organizzarsi diversamente rispetto al passato e, infatti, per risolvere il problema delle assenze per infortuni il numero di giocatori per squadra fu triplicato. Vince non solo chi ha i campioni più bravi ma soprattutto chi ha la “rosa” più ampia.

Nella sanità purtroppo non è così! La sanità vive di soldi pubblici, spesso sperperati, ed è una voragine nel bilancio dello Stato. In continuazione si cambiano le regole del gioco perché nessun governo si è mai permesso di modificare quello splendido articolo 32 della costituzione: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.

Dagli anni del boom economico italiano agli anni della profonda crisi economica si passa dalla creazione del SSN alla riforma dello stesso, si passa dal tutto a tutti ai LEA, arriva anche il federalismo fiscale e da un sistema sanitario oggi ne abbiamo venti. Alcune di queste regioni fra cui la Sicilia ha il bilancio della sanità profondamente in rosso. Arrivano gli anni del piano di rientro. Nello stesso tempo per disorientare i cittadini si implementa con una produzione di carte inverosimili la strategia dell’illusione: “patto della salute”, customer satisfaction, carta dell’accoglienza, rete civica ecc. Tutto condivisibile se non fosse tutto una produzione di carta che si dematerializza quando percorri le corsie degli ospedali svuotate di personale.

Purtroppo qui governare il cambiamento è più difficile: scrivi una cosa in questa miriade di carte che si chiama riqualificazione e rifunzionalizzazione della rete ospedaliera che può significare la chiusura di una unità operativa o addirittura di un ospedale, ma poi devi fare i conti con l’elezione politica con i consensi e quello che sulla carta è chiuso si riapre per magia possibilmente si amplia. Devi rideterminare la dotazione organica perché hai modificato la struttura ma non riesci a governare il sistema perché la dicotomia fra la teoria e la realtà quotidiana di chi vive accanto agli ammalati è totale e disarmante diventa l’atteggiamento dei decisori nelle interlocuzioni che hai per esprimere la Tua sofferenza nel cercare di dare risposte assistenziali ai cittadini e non le belle parole che “Tu decisore” hai scritto nel patto della salute: efficacia, efficienza, appropriatezza.

Ultimamente il dibattito sulla carenza infermieristica si è attenuato: le elezioni degli RSU si sono svolte, gli infermieri si sono assopiti o sono stremati? Purtroppo gli infermieri da sempre sono in prima linea ad assistere gli ammalati e a difendersi dagli attacchi dei decisori e degli stessi cittadini insoddisfatti, per colpe non loro, per la insoddisfacente assistenza ricevuta in termini di tempo. Si perché il tempo che puoi dedicare lo stabiliscono le norme che si succedono e sempre al ribasso. Rideterminazioni di dotazioni organiche all’insegna del risparmio sulla pelle degli infermieri e dei cittadini.

Loro parlano di ottimizzazione delle risorse infermieristiche: si ostinano a non riconoscere che i margini di recupero delle risorse sono “finiti”.

Perché asseriamo, con certezza, che le dotazioni organiche in atto, quelle determinate dal decreto assessoriale del 2010, sono insufficienti. Lo dimostra lo sforamento del badget dello straordinario, utilizzato in maniera indiscriminata per eventi non straordinari ma programmati; l’istituto della pronta disponibilità utilizzato come sostitutivo di turno e non integrativo dello stesso; alcune pronte disponibilità partono addirittura dalle ore otto del mattino dei giorni feriali; dal cumulo di ferie residue del personale. Paradossalmente rimane evidente la difficoltà quotidiana degli infermieri, ma anche dei coordinatori e dei dirigenti infermieri, dove presenti, impegnati sui tavoli negoziali in estenuanti contrattazioni per ottenere più infermieri.

Parliamo di standard assistenziali nelle aree definite, dall'assessorato regionale a bassa intensità assistenziale: In California, ma anche in altri Stati Americani, l’American Nurses Association ha condotto una dura battaglia politica per definire il numero massimo o atteso di pazienti che ciascun infermiere dovrebbe gestire. Questo rapporto (nurse to patient ratio) esprime una misura di sintesi che deve essere garantita sulle 24 ore: include solo infermieri e non gli operatori di supporto, aiuta la dirigenza degli ospedali a negoziare la migliore quantità di risorse per i pazienti; garantisce la possibilità per gli infermieri di lavorare, esprimendo le massime potenzialità dell’assistenza, che comprendono la capacità di giudizio, di monitoraggio e di sorveglianza. Stare con pochi pazienti, infatti, permette agli infermieri di conoscerli bene, di individuare precocemente variazioni cliniche, di monitorarle, di ipotizzare problemi potenziali e di attivare strategie efficaci. Un buon rapporto infermieri/pazienti dovrebbe aggirarsi su 1 a 5 o comunque inferiore a 6, per ridurre il rischio di complicanze e di mortalità dei pazienti.

I Collegi Ipasvi della Sicilia riuniti nel Coordinamento Regionale hanno “timidamente” chiesto una clausola di salvataggio per la sicurezza dei pazienti, ovverosia, di non scendere al di sotto di 1 infermiere ogni 8 ammalati. Cari assistiti rischiate la vita!  Cari cittadini riuniti in Cittadinanza attiva, Tribunale dei diritti del malato, sindacati, pretendetelo!

Ci è stato spiegato che il tetto di spesa deve mantenere gli standard fissati nel 2011. Molti di noi, vicini al pensionamento, hanno iniziato a lavorare in strutture che avevano il doppio dei posti letto attuali; la politica dei tagli ha determinato una riduzione drastica dei posti - letto determinando dei tassi di occupazione critici, anche al di sopra del 100%.  Nella pratica, ciò significa che gli infermieri assistono pazienti accolti su letti aggiunti oltre a quelli previsti; oppure che tra dimessi e nuovi accolti, durante la giornata sono presenti più pazienti che posti letto. Questa situazione aumenta il rischio dei pazienti, ai quali è difficile garantire uno scrupoloso monitoraggio; la situazione alberghiera è spesso insoddisfacente; ma ne deriva anche (e gli infermieri delle medicine e di quanti lavorano in prima linea lo sanno bene) un importante turn over dei pazienti e continui riassestamenti (pazienti che dal corridoio, appena si libera un posto, vengono messi in stanza; pazienti in attesa di essere dimessi, senza il posto letto che è stato già occupato da altri). Situazioni critiche che aumentano il carico di lavoro, il rischio di errori e di mancata sorveglianza clinica. Tutto questo il più delle volte senza l'aiuto di altro personale; prioritario sarebbe, cercare di ottimizzare e impegnare gli infermieri solo su attività infermieristiche. Il personale di supporto è carente e molte volte inesistente; l'esternalizzazione dei servizi ha permesso di assumere operai al posto di personale qualificato, tale mancato rispetto dei profili comporta situazioni ingestibili in quanto contrattualmente  non gli compete toccare l'ammalato e neanche imboccarlo. Tutto ciò oltre ad essere deleterio ha determinato un'eccessiva frammentazione delle cure infermieristiche, in quanto tutte le necessità dell'ammalato ricadono esclusivamente sull'infermiere.

Pertanto ribadiamo e questa volta gridiamo:

SI all’adeguata definizione del fabbisogno di infermieri atto a garantire adeguati ed appropriati livelli assistenziali. 

SI alla soddisfazione dei bisogni primari e all’igiene personale degli ammalati garantiti dal personale di supporto.

Cosa vogliamo ancora dire ai Direttori Generali e ai Dirigenti che hanno partecipato al tavolo tecnico in assessorato e oggi stanno definendo il nostro destino? Oggi da infermieri e domani da ammalati, per la definizione delle line guida proponiamo: 

oltre a far quadrare i conti, certo sarebbe meglio tagliare gli sprechi e noi di certo non rientriamo in questa partita, provate a considerarci professionisti quali siamo e esseri umani. Ci è stato chiesto di studiare perché dovevamo adeguarci all'Europa, perché l'evoluzione scientifica aveva bisogno di un professionista con competenze adeguate allo sviluppo tecnologico.

Perchè parliamo di essere umani? Perchè in questa situazione di spending review è venuto meno il turn over e quindi dobbiamo fare i conti con una professione che invecchia e che non potrà sostenere i turni notturni; con una popolazione con crescenti livelli di disabilità e di cronicità.

E' paradossale che rispetto al passato i decisori decrementino ancora il tempo dedicato all'assistenza: difatti oggi, è di gran lunga inferiore a quello assicurato negli anni settanta (allora 120) minuti di assistenza a pazienti che erano meno critici di quelli odierni e ancora studiano come ridurli dietro l'ipocrisia dell'ottimizzazione. Gli standard dotazionali, proposti con le nuove linee guida, che noi rappresentanti della professione infermieristica stiamo analizzando criticamente rilevandone l'inappropriatezza e che invece i decisori stanno ridisegnando peggiorativi rispetto al passato rischiano di demotivare gli infermieri clinici, risorse preziose del sistema, di allontanarli dalla pratica e di annullare gli sforzi formativi degli ultimi anni. Come potrebbero, infatti, infermieri ben preparati magari con competenze avanzate, assistere adeguatamente tanti pazienti? Le politiche professionali giustamente sono state orientate all’avanzamento professionale, le università sono state foraggiate dagli infermieri la stessa educazione continua in medicina vive con le risorse e i sacrifici degli infermieri che di contro non godono del necessario rispetto professionale da parte dei dirigenti regionali . Ma ancora più grave è ciò che scaturisce dalla carente assistenza, chiamato: rischio clinico  e sicurezza per la vita degli ammalati. 

I presidenti dei Collegi IPASVI della Sicilia per la cura e la vita dei nostri ammalati.

       


(Infermieri Professionali, Assistenti Sanitari e Vigilatrici d’Infanzia)

COORDINAMENTO REGIONALE COLLEGI I.P.A.S.V.I.

S I C I L I A

Prot. 16/2015                   

Siracusa 21/04/2015

                                                                                                                                                                                                                                         All'Assessore alla Salute

                                                               PEC: assessorto.salute@certmail.regione.sicilia.it

Dipartimento Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico

PEC: dipartimento.pianificazione.strategica@certmail.regione.sicilia.it

Dipartimento Pianificazione Strategica

PEC:  dipartimento.attivita.sanitarie@certmail.regione.sicilia.it

All’ ARS - Assemblea Regionale Siciliana

 VI Commissione - Servizi sociali e sanitari

                                                                                 Al        Presidente della Commissione

                                                                                                      On. Giuseppe Digiacomo

                                                    Ai    V. Presidenti della Commissione

                                                                                                  On. Vincenzo Fontana

                                                                                    On. Stefano Zito

PEC: commissione_vi@ars.sicilia.it

 

Oggetto: Linee di indirizzo Regionali per la rideterminazione delle Dotazioni organiche

È opportuno precisare, innanzitutto, che gli scriventi Collegi IPASVI riuniti nel Coordinamento Regionale, sono Enti di tutela della salute dei cittadini e portatori degli interessi dei 26.000 infermieri siciliani rappresentati e, nel proprio ruolo di rappresentanza, intendono offrire all’Assessorato alla Salute Regione Sicilia la propria collaborazione.

Atteso che, si apprezza con grande favore il nuovo orientamento tendente a superare le discipline specialistiche orientandosi verso il modello della complessità assistenziale; si condivide una determinazione delle dotazioni organiche che si basi non sulle specialità cliniche ma sulle complessità clinico assistenziali presentati dagli assistiti, in considerazione di una epidemiologia sempre più critica, pluripatologia e cronica  in relazione al diverso grado di intensità di cure. Le afferenti aree individuate non potranno che favorire una riorganizzazione maggiormente flessibile e adattabile, basata sulla definizione di processi a gestione specialisti.

Ciò premesso, secondo quanto pubblicamente deliberato all'unanimità dal Coordinamento Regionale dei Collegi IPASVI della Sicilia nell'adunanza del 21/04/2015, con la presente pur tuttavia si esprimono le  preoccupazioni dell’intera categoria professionale che già esausta, per una condizione lavorativa perennemente in emergenza, teme che la rideterminazione della dotazione organica, conseguenziale alla riqualificazione e rifunzionalizzazione della rete ospedaliero - territoriale della Regione Sicilia, varata dal D.A. 14 gennaio 2015 non tenga conto della già grave criticità assistenziale ed emani linee di indirizzo che non consentano alle Aziende del S.S.R. di adeguarsi agli standard di appropriatezza, di efficacia e di efficienza previsti dal Patto della Salute 2011 – 2013.

Si reputa opportuno modificare i coefficienti % attribuiti nella bozza delle linee di indirizzo, dal momento che sottostimano la complessità e la criticità assistenziale e il carico di lavoro rispetto alla precedente determinazione, che d’altra parte già non garantiva un adeguato rapporto numerico infermieri – pazienti; in questo senso va sottolineato che la miriade di nuovi processi intervenuti  (rete cuore, rete ictus, lungo degenza, hospice, RSA) ha di fatto depauperato il già esiguo personale dedicato all’assistenza, sottraendolo alle specialità definite di base.

Pertanto, sulla base dei contenuti espressi nel documento, peggiorativo per tutte le aree, si rappresentano a mò di esempi le seguenti considerazioni, proponendo relative modifiche.

In merito alle terapie intensive il coefficiente 1,75 è sicuramente peggiorativo rispetto al rapporto 2 a 1 che i riferimenti normativi hanno sempre mantenuto. Impossibile erogare 500 - 600 minuti/die di assistenza infermieristica, previsti dalla Delibera CIPE del 1984 che aggiornava il DPR 128 del 1969.

Per quanto riguarda i Pronto Soccorsi si ritiene necessario stabilire dei parametri in base agli accessi e un approfondimento particolare legato a una situazione a tutt’oggi mal gestita provocata dalla mancanza del filtro territoriale. E’ palese la criticità permanente dei PS, conseguenziale alla massa di popolazione che vi si riversa per cercare di soddisfare le proprie esigenze, bypassando le alternative proposte dal sistema sanitario regionale. E’ necessario “soccorrere” gli infermieri che lavorano in prima linea, come al triage, potenziando il front office con l’aggiunta di risorse umane atte a fronteggiare un’emergenza costante: prevedere, al triage, dei pronto soccorsi che superano i 35.000 accessi due unità per turno per alleggerire il carico di stress; l’unità di servizio (ambulatorio) deve prevedere due infermieri e un OSS; l’OBI due infermieri e due OSS per turno.

Alquanto semplificativa si ritiene la stima per le attività di sala operatoria, almeno due unità di personale infermieristico per sala operatoria e per turno operatorio, definita nella bozza. Per soddisfare e garantire gli adempimenti normativi Ministeriali, inerenti la sicurezza del paziente, la ceck list e la tracciabilità, il fabbisogno dovrebbe sempre prevedere minimo 3 unità così definite: “anestesia”, “strumentista”, “circolante”.

Per le specialità definite di base: chirurgia generale e medicina interna il coefficiente 0,50 è palesemente insufficiente. In merito alla medicina interna erroneamente classificata come specialità di base non è adeguatamente stimato il progressivo aumento dei pazienti cronicamente riacutizzati che necessitano dell’ospedalizzazione per la loro complessità clinico assistenziale: non sono gestibili dallo specialista d’organo e confluiscono in medicina anche nella fase acuta perché l’intasamento dei MCAU li smista ancor prima della stabilizzazione; identica cosa avviene con il trasferimento del paziente critico e complesso dalla terapia intensiva, alla medicina, che dimette il paziente relativamente meno grave per far posto in urgenza al politraumatizzato. Queste ed altre criticità quotidianamente affrontate in queste corsie non emergono perché mancano adeguati indicatori di complessità e pertanto è gravissima la sottostima delle risorse assistenziali necessarie. Lo stesso dicasi per la chirurgia generale che ad esempio negli ospedali di secondo livello svolge anche attività di chirurgia d'urgenza. In definitiva è errato parlare di medina e chirurgia come unità di base; pazienti costantemente monitorizzati e utilizzo di tecnologie quali: pompe infusionali e nutrizionali, assistenza ventilatoria non invasiva, rientrano sicuramente nella complessità assistenziale.

L’assistenza definita di base necessita dell’inserimento di una clausola di salvaguardia, al fine di garantire adeguati ed appropriati livelli assistenziali, una dotazione organica infermieristica minima a turno non inferiore a due per Unità Operativa Assistenziale fino a 12 pazienti da assistere e tre unità per turno se i pazienti da assistere sono 24. Ovverosia un rapporto infermiere paziente di 1 a 8. Infatti il Ministero della Salute, nelle “Raccomandazioni per la prevenzione della morte o grave danno derivanti da errori in terapia farmacologica”, indica come indispensabile la presenza di due infermieri al momento della preparazione di farmaci frequentemente usati nelle corsie ospedaliere come per il doppio controllo prima della trasfusione di sangue.

Non si comprende la rivisitazione (pag. 10) della figura degli “Ausiliari”, i quali, non avendo competenze assistenziali, non rientrano nel funzionigramma organizzativo gestionale dell’ambito assistenziale.

Si reputa del tutto insoddisfacente il parametro (0,10 – 0,20) di O.S.S. in rapporto al numero di posti letto e alquanto limitativa la richiesta di una maggiore presenza di detto personale nei soli reparti di ortopedia, geriatria, lungodegenza. I proposti rilievi sono connessi all’avvertita esigenza di qualità ed appropriatezza delle prestazioni erogate: la migliore qualità delle prestazioni, in effetti, è funzione del pieno rispetto delle diverse professionalità coinvolte nel processo dell’assistenza sanitaria. In merito a questa problematica, considerato che molte aziende suppliscono alla carenza di questa tipologia di personale con l’esternalizzazione, si invita questo assessorato a vigilare affinché il personale richiesto dalle aziende alle cooperative abbia un contratto di OSS e non di operaio, condizione necessaria per non dequalificare del tutto l’attività assistenziale dovuta ai pazienti nelle attività di vita.

Con riguardo specifico alle linee di indirizzo, si chiede di rimediare alla mancata inclusione dei dirigenti delle professioni sanitarie nel punto in cui si fa riferimento alla dirigenza sanitaria non medica atta a garantire la costante ed efficiente erogazione dei servizi sanitari attraverso modelli che mirano all’umanizzazione ed alla personalizzazione dell’assistenza, secondo quanto previsto dall’art. 4 dell’allegato A del Decreto 10 agosto 2012, anche attraverso l’istituzione strutturata del Dirigente della U.O. Professionale Infermieristica, previsto dalla L. n. 251/2000 e dalla  L.R. 15 febbraio 2010, n. 1, in possesso della laurea specialistica o magistrale.

Per le esposte ragioni, il Coordinamento scrivente chiede la piena applicazione del citato decreto che all’art. 3 recita: “L’istituzione ed attivazione delle UU.OO. di cui al presente decreto rientrano negli interventi strategici aziendali indicati dal vigente piano sanitario regionale e dal relativo documento applicativo di “Linee guida per l’attuazione dei piani attuativi aziendali” e costituiranno oggetto di valutazione dei direttori generali”.

In definitiva concretiamo la presente nota riaffermando che la definizione del fabbisogno delle risorse infermieristiche e del personale di supporto atto a garantire adeguati ed appropriati livelli assistenziali, nelle diverse aree cliniche, rappresenta un elemento cardine nell’ambito della programmazione sanitaria; pertanto i parametri indicati in queste linee di indirizzo e la realtà agita nelle strutture sottostimano le reali necessità assistenziali, configurando l’impossibilità a garantire anche i livelli minimi essenziali, determinando l’incrementano del rischio clinico.

Considerato l’approssimarsi del periodo feriale, ancora più pressante sarà la nostra richiesta in merito al necessario ripristino e adeguamento delle dotazioni organiche ospedaliere, relative al professionista infermiere e al personale OSS, con il necessario aggiustamento dei parametri di queste linee di indirizzo e l’intervento immediato atto a risolvere l’emergenza attuale ed evitare nocumento ai ricoverati.

Concludiamo con l’auspicio di un immediato riscontro atto a considerare adeguatamente la pregnante richiesta che sarà supportata e presenziata qualora la necessità lo richiedesse.

 

Distinti Saluti 

COLLEGIO PROVINCIALE IPASVI DI AGRIGENTO            DR. SALVATORE OCCHIPINTI

COLLEGIO PROVINCIALE IPASVI DI CALTANISSETTA   DR. ROBERTO CAMMARATA

COLLEGIO PROVINCIALE IPASVI DI CATANIA                  DR. CARMELO SPICA

COLLEGIO PROVINCIALE IPASVI DI ENNA                         DR. GIOVANNI DI VENTI   

COLLEGIO PROVINCIALE IPASVI DI MESSINA                   DR. SALVATORE FELICIOTTO

COLLEGIO PROVINCIALE IPASVI DI PALERMO                  DR. FRANCO GARGANO

COLLEGIO PROVINCIALE IPASVI DI RAGUSA                     DR. GAETANO MONSU’

COLLEGIO PROVINCIALE IPASVI DI SIRACUSA                  DR. SEBASTIANO ZAPPULLA

COLLEGIO PROVINCIALE IPASVI DI TRAPANI                    DR. FILIPPO IMPELLIZZERI


Nurse24.it

Infermieri siamo fieri il singolo di Antonello Mallaci

Collegio  I.P.A.S.V.I  di  Siracusa 

Vorremmo che questo brano desse l'idea di quello che noi rappresentiamo per tutti, dello spirito che anima il nostro operato ogni giorno, e che allo stesso tempo ci unisse come in un unico inno.


 


“Infermieri siamo fieri”
nasce da un’idea del direttivo del Collegio degli Infermieri I.P.A.S.V.I. di Siracusa che l’ha prodotta, è una canzone che nasce con l’intento di farla diventare l”inno degli Infermieri.

Al Palafiori di Sanremo, durante la settimana del 65° Festival della Canzone Italiana (10 al“ 14 Febbraio 2015) si è svolta contemporaneamente la rassegna Sanremo Doc 2015, programma televisivo giunto alla sua 10ª edizione che ha visto transitare artisti di tutta la penisola, giovani e meno giovani ma con alto profilo artistico, che hanno superato una dura selezione accedendo così alla fase finale del programma. In questa fase era presente con la canzone che parla degli Infermieri dal titolo “Infermieri (siamo fieri)” l’interprete Antonello Mallaci, affermato cantante e artista siciliano dalla più che ventennale esperienza.

Il brano cantato dalla bella voce di Antonello Mallaci è stato parecchio apprezzato tanto da essere premiato come miglior testo. Bravissimi anche gli autori: Franco Morgia (ex Beans) Antonio Zappalà e Francesco Ferro.

Sugli oltre 40 finalisti del programma televisivo Sanremo Doc, trasmesso in diretta streaming, (successivamente sarà trasmesso  in differita su un canale della piattaforma SKY) Infermieri (siamo fieri), cantata è stata scelta tra le 13 canzoni che comporranno la Sanremo DOC Compilation 2015.
La compilation sarà  distribuita sia nei negozi di dischi di tutto il territorio nazionale e sia nei più importanti digital store mondiali. (info su www.sanremodoc.com).

Nell’era delle divulgazioni via cavo dove tutte le forme di comunicazioni sembrano aver superato qualsiasi barriera e confine, si è pensato di dare una larga diffusione ai cittadini della nostra immagine professionale senza appesantire i contenuti di quello che siamo con discorsi prolissi, cercando così di giungere al cuore della gente servendoci di semplici parole e con la musica che è un ottimo vettore di emozioni.

Vorremmo che questo brano desse l’idea di quello che noi rappresentiamo per tutti, dello spirito che anima il nostro operato ogni giorno, e che allo stesso tempo ci unisse come in un unico inno, facendoci sentire uniti, un gruppo, una schiera di guerrieri armati di buona volontà, quella che ogni giorno ci dà  la forza di alzarci e dare il meglio di noi con impegno e onestà, consapevoli dei sacrifici e delle rinunce che il nostro lavoro comporta e delle lotte che dobbiamo ancora sostenere per superare le barriere che si interpongono nella nostra quotidianità.

Vorremmo che questa canzone la potessero sentire tutti col cuore, quello che mettiamo noi ogni giorno, nella nostra attività  lavorativa, che ognuno ascoltandola provasse l’emozione e la gioia che ci spinge a questo lavoro.

 Consiglio Direttivo Collegio I.P.A.S.V.I. di Siracusa

 

Il Consiglio Direttivo, i Revisori dei conti, e il Sindaco Supplente eletti per il Triennio 2015 - 2017


 

 

Conferenza Stampa

21/11/2014

Oggetto: demansionamento infermieri ASP Siracusa

 

Premesso che il codice deontologico dell’infermiere prevede all’art. 49 :

“L’infermiere, nell’interesse primario degli assistiti, compensa le carenze e i disservizi che possono eccezionalmente verificarsi nella struttura in cui opera. Rifiuta la compensazione, documentandone le ragioni, quando sia abituale o ricorrente o comunque pregiudichi sistematicamente il suo mandato professionale.”

Con l’abrogazione del mansionario (legge 42/99), il legislatore prende atto della crescita culturale della professione infermieristica e ne traccia l’ambito attraverso il profilo professionale dell’infermiere (D.M. 739 del 14 settembre 1994), il Codice Deontologico e la formazione di base e post base nelle università. Contestualmente nascono le cosiddette “figure di supporto” OTA e OSA, successivamente confluite nel nuovo profilo di O.S.S.

L’O.S.S. è l’operatore che svolge attività indirizzata a soddisfare i bisogni primari della persona, nell’ambito delle proprie aree di competenza, in un contesto sia sociale che sanitario. Le attività dell’ O.S.S. sono rivolte alla persona e al suo ambiente di vita e si esplicano in particolare in:

a)    Assistenza diretta ed aiuto domestico alberghiero (assiste la persona, in particolare non autosufficiente o allettata, nelle attività quotidiane e di igiene personale);

b)    Intervento igienico-sanitario e di carattere sociale;

c)    Supporto gestionale, organizzativo e formativo,

Considerato che per mansione inferiore si intende quella assegnata (da una norma) ad una diversa qualifica e che, invece, viene svolta da una qualifica superiore con carattere di continuità, prevalenza ed esclusività (Cass. Sez. V, sent. 1116 del 21.07.1995). L’infermiere, se deve organizzare l’assistenza, se deve essere responsabile generale, non può e non deve svolgere le “mansioni” per le quali sono state individuate e create altre figure di supporto: O.S.S. che entrano a far parte dell’enturage dell’assistenza diretta sul paziente.

Il divieto di demansionamento e la possibilità di reagire alla sua violazione trova fondamento nel principio che la qualifica della propria mansione sia un diritto soggettivo del lavoratore. Questo perchè la mansione è collegata alla professionalità del lavoratore che non può essere per nessun motivo danneggiata perché, come ha affermato la Corte Costituzionale con sentenza del 2004: Tale danneggiamento provoca compromissione delle aspettative del lavoratore, danni alla persona e alla sua dignità. Viene accolta, così, a livello Costituzionale, una concezione del lavoro come attività che concorre al progresso materiale e spirituale della società di cui il divieto di demansionamento è garante.

“Lo svolgimento di mansioni inferiori influisce  negativamente sulla formazione e sulla crescita professionale del dipendente tanto da depauperare il proprio bagaglio tecnico-culturale fino a limitarne gravemente le proprie capacità e possibilità di sviluppo, danneggiando il prestigio, la carriera e la competenza specialistica in un determinato settore”. – Corte di Cassazione, Sezione Lavoro Civile, Sentenza del 23 marzo 2005, n. 6326.

Il numero insufficiente di personale con qualifica di OSS, costringe, di fatto giornalmente, l’infermiere a svolgere mansioni assistenziali proprie del personale di supporto.

A questa situazione di carenza di organico si aggiungono negativamente le recenti scelte Aziendali  che demansionano ulteriormente il professionista infermiere:

1. ulteriore riduzione  del monte ore del personale ausiliario della ditta esterna che va ad intaccare i piani di lavoro predisposti dai coordinatori infermieristici e dequalifica l'infermiere che deve sopperire all'ulteriore carenza;

2. eliminazione del barelliere dall'equipaggio base per i trasferimenti secondari  dei pazienti ricoverati (procedura aziendale prot 31664/PG); di fatto scientificamente viene demansionato sempre l'infermiere che dovrà di fatto sostituire il barelliere che viene rimosso dall' equpaggio;

3. mancanza di personale addetto per quanto riguarda la gestione delle bombole di gas medicali, che segue lo stoccaggio, la distribuzione ai reparti, il ritiro dopo l'uso, la sostituzione dei vuoti con nuovi pieni, e la verifica del loro buon funzionamento.

Posto che le mansioni inferiori sono vietate e non ammesse neppure di fatto, demansionare  l’infermiere significa cagionare un danno alla professionalità, immediatamente risarcibile ex art. 1226 C.C. (artt. 1218 e 2043 C.C.).

Per quanto sopra, s’invita la S.V. a voler dare urgente riscontro alla presente nota.

Al Direttore Generale ASP Siracusa

Dr. Salvatore Brugaletta

SEDE

e p.c. A TUTTI GLI ISCRITTI

e p.c. ALLE OO. SS.

 

 

 

 

Collegio Provinciale IPASVI di Siracusa

  

Cari Colleghi,

non è facile comunicare l’impegno profuso, anche a livello regionale, se nello stesso tempo vivi in prima persona enormi difficoltà per garantire il minimo essenziale nel reparto dove svolgi la Tua attività lavorativa. Non è facile trasmettere speranza, di giorni migliori, quando sai che tanti colleghi lavorano in prima linea, tra mille difficoltà, rinunciando al giorno di riposo.
Vi invito alla riflessione: cosa diamo e cosa riceviamo da questo sistema sanitario regionale  in perenne emergenza?

I conti non tornano:

·         grandi sacrifici personali per assicurare i servizi ai cittadini;

·         ostacoli alla valorizzazione ed evoluzione delle competenze infermieristiche;

·         scarsa considerazione economica e professionale;

·         condizioni di lavoro proibitive, con carenze  di organico spaventose da fronteggiare;

·         turn-over bloccato, carichi di lavoro abnormi, mancanza di risorse e di mezzi;

·         stipendi da fame, gravose responsabilità e tanto stress;

·         contratti precari eternamente in attesa di una stabilizzazione;

·          Infermieri disoccupati, solo la provincia di Siracusa da quest’anno conta 100 disoccupati;

·          i sottoccupati, i precari ai quali non può bastare la proroga di sei mesi per disegnare un progetto di vita o metter su famiglia.

Il nostro impegno per modificare questa condizione non ha visto alcuna pausa, per certi versi abbiamo anche occupato lo spazio che normalmente è prerogativa del sindacato, abbiamo chiesto e ottenuto l’audizione in VI Commissione Sanità all’ ARS e quindi l’insediamento di un tavolo tecnico per  affrontare le criticità che denunciamo da anni su tutti gli organi di stampa. Continuiamo a lottare e attendiamo la convocazione del Direttore Generale, dell’Assessorato alla Salute della Regione Sicilia, che dovrà dare delle risposte alle nostre sacrosante richieste.

E se queste dovessero essere disattese siamo pronti a scendere in piazza?

Le nostre sono normali richieste di  professionisti responsabili, orgogliosi di  esercitare la più bella Professione del mondo, che vogliono impegnarsi completamente nell’assistenza ai pazienti, operare fuori da uno stato continuo di emergenza che porta al depauperamento dei servizi sanitari, al prolungamento delle liste d’attesa, all’intasamento dei Pronto soccorso, all’incremento del rischio clinico, ad una insoddisfazione diffusa nella cittadinanza e nella stessa comunità professionale.

 Vi aspettiamo giorno 27/02/2014, ore 16.00, Assemblea degli iscritti.

 

Informazioni importanti:

  1. La PEC è obbligatoria per tutti i professionisti, l’attivazione è gratuita:

obbligo di Legge - Articolo 16 del Decreto Legge 185/2008.

Novità riguardanti la PEC sono contenute nel Decreto Legge 18/10/2012, n. 179, già pubblicato nella Gazzetta Ufficiale in data 19/10/12.

Per richiedere l'attivazione del servizio PostaCertificat@ è sufficiente collegarsi al portale www.postacertificata.gov.it e seguire la procedura guidata che consente di inserire la richiesta in maniera semplice e veloce. Trascorse 24 ore dalla registrazione online ci si potrà quindi recare (entro tre mesi) presso uno degli uffici postali abilitati per l'identificazione e la conseguente firma sul modulo di adesione. L’elenco degli uffici postali abilitati è disponibile su www.postacertificata.gov.it. Il richiedente dovrà portare con sé il documento originale di riconoscimento personale, utilizzato per la registrazione online, e un documento comprovante il codice fiscale (la tessera del codice fiscale o del servizio sanitario nazionale), lasciandone una copia all’ufficio postale. Al termine della verifica dei dati forniti dal cittadino e della sottoscrizione del modulo di adesione per l’attivazione del servizio, la casella PostaCertificat@ sarà pronta all’uso;             

    

  1. presso la sede del collegio si svolgeranno corsi BLSD e ACLS in collaborazione con l’American Heart   Association  per l’acquisizione dei relativi brevetti con validità due anni.          

 

           Per il consiglio Direttivo 

Sebastiano Zappulla

Comunicato  stampa

Coordinamento Regionale dei Collegi IPASVI della Sicilia

 

Nella qualità di Coordinatore Regionale IPASVI e a nome di tutti i Collegi provinciali Siciliani esprimo grande soddisfazione in merito al documento condiviso con il Comitato Regionale di Bioetica che ha accolto le richieste della Rappresentanza Professionale Infermieristica.

Il Decreto Assessoriale: “guida per il paziente che si ricovera in ospedale” ritirato in data 4 Novembre c.a.  è stato modificato nella parte che riguardava l’infermiere.

Pertanto la ristesura della Guida  tiene in ulteriore conto le indicazioni e i suggerimenti forniti dai rappresentanti del Coordinamento Regionale IPASVI.

La guida indica chiaramente ai cittadini e assistiti funzioni e ruoli dei professionisti sanitari ed è pertanto di assoluta rilevanza per garantire loro una corretta e compiuta informazione, si propone inoltre di sostenere il rapporto di fiducia tra assistito e operatore e aumentare la qualità delle cure e dell'assistenza.

Proprio in questa logica il Coordinamento dei Collegi Ipasvi della Sicilia e i rappresentanti dell’assessorato hanno rivisitato il documento già pubblicato per dare giusta dimensione alla figura, alle funzioni e alle responsabilità dell'infermiere e alle prestazioni, di natura intellettuale, da lui garantite  nell'ambito del processo di cura e di assistenza.

Il nostro intento, che deriva dal mandato istituzionale, è quello di aumentare il benessere organizzativo e nello stesso tempo sostenere la motivazione del professionista sanitario  infermiere.

Auspichiamo per il prosieguo una ulteriore fattiva collaborazione con le istituzioni sanitarie regionali per garantire il migliore accesso alle cure e la maggiore qualità assistenziale ai cittadini.

     

Vervale incontro coreb ipasvi

                   

REPUBBLICA  ITALIANA                               

REGIONE SICILIANA                                           

                

ASSESSORATO DELLA SALUTE

Dipartimento Attività Sanitarie

e Osservatorio Epidemiologico

Servizio 5 Qualità, Governo Clinico e Sicurezza dei Pazienti

                                                                                                                            

                                                                                                                                                                                                                                                                                         

Prot. DASOE/5/______ 

 

                                                                                                                                                                                                           

Oggetto: Verbale incontro IPASVI  - COREB per la condivisione delle modifiche da approtare alla guida dei pazienti.

 

Il giorno 4-12-2013 si è svolto presso l’Assessorato della salute l’incontro per la condivisione delle modifiche da apportare alla guida dei pazienti tra alcuni rappresentanti del Comitato di Bioetica Regionale (COREB) e una rappresentanza dell’IPASVI Regionale.

Erano presenti in rappresentanza del Comitato di Bioetica Regionale (COREB):

·         Luigi Pagliaro, Vicepresidente del COREB

·         Salvino Leone, COREB

·         Giuseppe Greco, COREB  e Presidente Consulta Regionale

·         Giuseppe Murolo, COREB .

 

In rappresentanza dell’IPASVI

·         Sebastiano Zappulla, Coordinatore Regionale IPASVI

·         Filippo Impellizzeri, Vice Coordinatore Regionale IPASVI

·         Salvatore Feliciotto, Componente della Consulta Regionale

·         Agatino Bonarrigo, Componente il Comitato di Bioetica

 

Lo scopo dell’incontro è stato quello di condividere le proposte di integrazione, formulate dal Coordinamento Regionale IPASVI Regionale (Allegato 2), al documento “Guida per il paziente che si ricovera in ospedale” approvata con decreto del DECRETO 30 settembre 2013 e pubblicata su GURS in data 25 ottobre 2013.

L’incontro si è aperto alle 14:30; il prof. Pagliaro ha precisato, come premessa necessaria per la prosecuzione dei lavori, che tutti i convenuti partecipanti all’incontro non rappresentano controparti in cerca di un intesa, quanto, piuttosto, attori di un medesimo tavolo di lavoro che ha l’opportunità di integrare la guida per il paziente e di migliorarne il livello di condivisione alla luce delle criticità emerse.

La proposta dell’IPASVI è stata letta integralmente e sono state discusse e apportate le modifiche garantendo la permanenza della coerenza interna del documento stesso.

Alla fine dell’incontro è stato prodotto un testo finale (che si riporta in allegato) approvato all’unanimità ed è stata suggerita l’opportunità di elaborare un breve comunicato stampa sul buon esito dell’incontro. 

Si allegano il testo condiviso alla fine della riunione (Allegato 1) e la proposta dell’IPASVI (allegato 2).

 

Allegato 1 Testo condiviso alla fine della riunione del 4/12/2013

 

1.     Accoglienza in reparto:

 

a.     Sono attese che si svolgono spesso in ambienti disagevoli e affollati dove i pazienti non critici aspettano anche per ore prima di poter accedere alla visita medica.

Nel caso in cui durante l'attesa le Sue condizioni cliniche dovessero peggiorare lo richiedessero, Le suggeriamo di  contattare nuovamente l’infermiere di triage che cercherà, nei limiti del possibile, di dare risposta alle sue esigenze. Le lunghe attese per la visita medica pre-ricovero sono un problema che riguarda gli or

Corsi FAD organizzati Cefpas sicilia

                                                                                                                                     

 

Si Comunica a tutti gli iscritti che dal 01 Gennaio 2013 il sito sarà visibile solo agli utenti registrati .

Chi non lo avesse ancora fatto è pregato di REGISTRARSI  al più presto.

 

Grande Successo del Consiglio Direttivo IPASVI

parte il Polo  Universitario per il Master  di primo livello in

Managemant Infermieristico per le Funzioni di Coordinamento.

Presso la nostra sede di Siracusa di via torino 125.

Iscrizioni ancora aperte.

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 Presto a casa di tutti gli iscritti la nuova edizione del nostro giornalino

 

 

  

Si Comunica a tutti gli iscritti che in base alla legge di stabilità Dlgs  235/2011- CAD  art. 15. 

Il certificato di Iscrizione al collegio Professionale non deve essere prodotto agli organi della Pubblica Amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi, Legge 183/2011.  Basta una semplice autocertificazione.

 

 

            

 



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I.T.P.A. - Immobilizzazione - Trasporto - Politraumatizato  

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